Un mosaico spaziale

Giovedì scorso, con una sentita partecipazione non solo delle Istituzioni ma anche di molti curiosi cittadini e dei partecipanti alla realizzazione dell’opera, è stato inaugurato il mosaico “Luna-Spazio 2009” realizzato su un muro della Bocciofila Paracchi. 

Il mosaico in ceramica frammentata è l’esito di un progetto, nato circa un anno e mezzo fa, che si è svolto in collaborazione con il Centro per la Cultura Ludica, il Primo Liceo Artistico, l’Associazione A.L.A. (Ex Allievi Primo Liceo Artistico), il Comitato Parco Dora e le classi seconde della scuola elementare “Margherita di Savoia”. Il progetto è stato interamente finanziato dalla Cooperativa Ravennate Interventi sul Territorio I.T.E.R. Lugo di Ravenna.

L’opera è stato frutto dello sforzo di una molteplicità di soggetti, ciascuno dei quali ha contribuito secondo le proprie competenze e capacità. Come sottolineato dai Presidenti di Circoscrizione presenti all’inaugurazione, Bragantini e Alunno, essa rappresenta un ottimo esempio di partecipazione e di profondo e condiviso impegno civico verso il territorio.

L’opera propone un tema artistico dai contorni surreali e onirici, rappresentando un mix di pianeti, numeri e costellazioni. Nell’intento del professor Cappellari, ideatore dell’opera, vi era infatti la volontà di unire al famoso “Sole” di Luigi Nervo (ex allievo della “Margherita di Savoia”) altri corpi celesti, creando un paesaggio futuristico e spaziale, che offrisse la possibilità ai residenti, ma in primo luogo ai bambini che si affacciano dalle finestre della scuola elementare, la possibilità di abbandonarsi al sogno e di “sollevarsi”, seppure solo mentalmente, dalla concretezza del mondo.

A osservare l’espressione felice dei bambini presenti all’inaugurazione, possiamo dire che l’intento sia stato pienamente realizzato. Così come si può ipotizzare che lo stesso Nervo, di cui era presente la moglie, sarebbe stato soddisfatto di un tale artefatto artistico; non solo per la modalità di realizzazione, basata sulla sua didattica, improntata allo sviluppo della creatività, al superamento degli stereotipi, alla progettualità personale e al lavoro manuale, ma anche per la fantasia dell’opera, in linea con la sua produzione artistica, che, come è noto, era in gran parte rivolta ad un pubblico di sognatori e, dunque, in primo luogo ai bambini.

Per maggiori informazioni e per vedere le foto del lavoro finito e in corso d’opera clicca qui.

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