L’energia pulita di Parco Dora

È all’interno del Parco Tecnologico dell’Environment Park che si trova la centrale elettrica “Franco Mana”, inaugurata venerdì scorso alla presenza, tra i tanti, (curiosi, giornalisti e tecnici del settore) anche dell’assessore Tricarico e del Presidente della Provincia Saitta.

L’ameno scenario che si presenta a chi si è trovato a passeggiare e curiosare quella zona, che nel giro di qualche mese dovrebbe cominciare a colorarsi sempre più di verde, risulta ancora più suggestivo se si pensa che fino a pochi anni fa l’area era costellata dalle fabbriche della FIAT le quali, a loro volta, avevano soppiantato gli opifici militari di inizio Novecento.
La centrale elettrica rappresenta l’ultimo tassello evolutivo di questa zona.

L’impianto, un fiore all’occhiello dell’ingegneria d’avanguardia, sfrutta il corso d’acqua Meana, che già nel Cinquecento era adibito all’alimentazione di mulini e che collega ora due punti della Dora Riparia in un ricircolo che rende possibile la produzione di energia pulita.

I dati sono da capogiro anche per chi non è un esperto del settore: 3.800.000 sono i chilowattora di energia elettrica prodotta all’anno, che, in termini concreti, sono pari al fabbisogno energetico di oltre mille famiglie; 1900 sono le tonnellate di CO2 risparmiate all’ambiente, che, in termini ancor più concreti, significano un’aria più respirabile e una qualità della vita migliore.

L’energia così ottenuta andrà a soddisfare le esigenze dell’Environment Park, 30000 metri quadri tra uffici e laboratori, che, dal 1996 a oggi cerca di coniugare produzione industriale e ricerca sperimentale, di cui la centrale rappresenta l’ultimo prodotto.

La centrale elettrica, insieme al sistema fotovoltaico già presente nel parco, si pone linea con la politica della “green economy” di cui si sta discutendo molto nell’ultimo periodo a livello internazionale e che consiste nel tentativo di limitare le emissioni di gas nocivi tramite meccanismi di produzione “carbon free”, che non prevedano cioè l’utilizzo di petrolio e dei suoi derivati.

Questo il motivo per cui la data dell’inaugurazione è stata fissata al 12 febbraio, giornata nazionale per il risparmio energetico. L’opera sembra cogliere appieno lo spirito delle parole dei promotori di tale giornata, gli speaker di Caterpiller, i quali scrivono sul loro blog che “è giunto il momento di fare un passo avanti rispetto allo spegnimento simbolico in nome del risparmio e di proporre un’accensione virtuosa all’insegna dello sviluppo delle energie rinnovabili”.

In un’ottica di sviluppo e di promozione ambientale, l’attenzione si deve necessariamente spostare dalla riduzione del consumo al consumo pulito.

Di fronte all’ormai conclamato fallimento del Protocollo di Kyoto e all’insuccesso del vertice sul clima di Copenhagen, eventi come quello di venerdì scorso rappresentano un ottimo esempio di sensibilità ambientale e di salvaguardia e apertura al futuro.  

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