Profili e piani di salute di Spina 3


Anche un concetto apparentemente limpido e scontato come quello di “salute” esige una definizione precisa. Quale modo migliore di farlo se non quello di partire dall’osservazione diretta e dall’analisi puntigliosa e attenta della realtà territoriale più vicina a noi. Questo è lo spirito dei PEPS, acronimo di “profilo di salute”, che consiste appunto nella descrizione quantitativa e qualitativa della situazione di salute di una certa realtà territoriale, ottenuta a partire sia dai dati statistici sia dalle opinioni dei residenti, e in particolare di testimoni privilegiati. L’idea alla base dei PEPS è che la salute, in linea con la definizione offerta nel 1948 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, non consista nella “semplice assenza dello stato di malattia”, bensì in “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”. 
Il risultato finale consiste in una fotografia della zona d’interesse; un’istantanea della situazione – sia reale sia solo percepita- della salute tanto da un punto di vista strettamente sanitario, quanto da un punto di vista più sociale. Le informazioni contenute in ciascun PEPS vanno poi a informare l’azione di programmazione e di indirizzo delle politiche riguardanti l’area.

Per quanto riguarda Spina 3, i risultati finali del PEPS sono stati presentati due settimane fa dal Consigliere Valle, coordinatore della Commissione Sanità e servizi sociali dei “profili di salute”, alla presenza di un’attenta e interessata platea, composta da curiosi oltre che dagli “addetti ai lavori”.

Il Consigliere Valle ha iniziato il discorso sottolineando come, nella valutazione della situazione di benessere di un territorio, debba esservi una compresenza di aspetti legati alla sanità e di altri legati all’ambiente sociale. Come dimostrato da diverse ricerche scientifiche, infatti, gli aspetti di natura sociale, come la condizione socioeconomica di ciascun uomo, o l’ambiente in cui lo stesso risiede, aspetti spesso sottovalutati rispetto a quelli di natura sanitaria, possiedono un forte impatto sulla salute dei cittadini. Così, ad esempio, in uno studio svolto a Torino nel 2006, i rischi di mortalità sono decisamente più elevati per un soggetto disoccupato che per un lavoratore. All’interno della categoria dei lavoratori, inoltre, gli stessi rischi risultano molto maggiori per un operaio che per un impiegato, così come per un soggetto in condizioni abitative di precarietà rispetto a colui che vive in condizioni agiate. Analogamente avviene per i soggetti più istruiti, che hanno un’aspettativa di vita più elevata rispetto a coloro che sono meno scolarizzati.

Venendo ai dati riferiti alla nostra zona, nella IV Circoscrizione, a fronte di un considerevole aumento della popolazione di più di 3000 abitanti negli ultimi 5 anni, passando da meno di 95000 ai più di 98000 abitanti dal 2001 al 2008, una buona parte della quale è costituita da cittadini stranieri, si è assistito a un corrispettivo aumento degli accessi ai servizi sociali, soprattutto nella zona definita della “ricucitura”.

Analizzando i dati statistici, Spina 3 sembra caratterizzarsi un’elevata presenza di famiglie e soprattutto di famiglie con minori. Questi ultimi, infatti, all’interno della sola Circo IV sono aumentati di quali mille unità in 6 anni (2002-2008). Simile l’incremento che ha interessato gli anziani per lo stesso lasso di tempo.

Questi dati spiegano l’interesse, espresso da una buona parte dei residenti intervistati, alla creazione di spazi atti alla socializzazione, per soggetti non ancora o non più in età d’occupazione. Esigenza accolta, almeno in parte, dal centro d’aggregazione di imminente apertura dell’ex cartiera, su cui non mancheremo di informarvi prossimamente.

Per quanto riguarda i possibili interventi sull’area di Spina 3, un elemento di criticità riscontrato è costituito appunto dalla carenza di servizi alla persona per cui l’amministrazione pubblica si attiverà e si sta già in parte attivando. Dalle interviste ai residenti sembra inoltre che sia necessaria una più intensa e collaborazione tra figure professionali e di un più efficiente sistema di informatizzazione, nonostante, già da tempo, il territorio si caratterizzi per un’elevata integrazione socio-sanitaria.

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