Il cantiere del Parco Dora – lotto Ingest

Proseguono i sopralluoghi della redazione del blog all’interno dei cantieri che stanno trasformando l’area di Spina 3.
Il 9 marzo siamo stati accolti all’interno del cantiere del Parco Dora – lotto Ingest, che si sviluppa lungo via Nole alle spalle della chiesa del Santo Volto.

Il direttore dei lavori ci ha guidati con entusiasmo all’interno del cantiere mostrandoci innanzitutto l’area in mezzo alle nuove residenze che affacciano su via Valdellatorre, dove sono in corso di realizzazione tre basse vasche che, a parco ultimato, conterranno un velo d’acqua di qualche centimetro alimentato da zampilli, in un gioco di spruzzi d’acqua analogo a quello presente in Piazza Castello.

Lungo le case che si affacciano sul parco, parallelamente a via Nole, è già stata realizzata una lunga balconata che sarà arricchita con piantumazioni. Due aperture lungo questo affaccio permetteranno tramite rampe e scale di colmare la variazione di altezza tra le porzioni di parco tra le vie Valdellatorre e Nole.

Nei pressi dell’inizio della passerella, che ricordiamo arriverà fino a via Orvieto, è stato possibile osservare vecchie strutture in cemento armato disposte quasi in modo casuale a formare una sorta di labirinto: sono i resti dei laminatoi delle acciaierie che occupavano l’area. Questo dedalo si sviluppa all’interno di un’area che raggiunge la profondità di circa 2 metri. I vecchi muri e i plinti sono stati restaurati e trattati con intonaco ecologico; il tutto sarà riutilizzato per ottenere una vasca nella quale troveranno dimora flora e fauna acquatica.

L’acqua presente nelle vasche verrà estratta da un pozzo artesiano che verrà realizzato come previsto da progetto: immessa nel parco da est, l’acqua si sposterà per gravità verso ovest.   Completato il suo ruolo scenografico, verrà automaticamente pulita e riciclata, il tutto grazie a pompe e depuratori che abbiamo potuto vedere nell’apposito locale tecnico ricavato nel sottosuolo.

Un vecchio edificio lungo via Nole è stato privato del tetto e ristrutturato. Ospiterà il cosiddetto “hortus conclusus”, una sorta di giardino con piante e arbusti contornato da mura.

Durante la demolizione dei vecchi fabbricati sono stati mantenuti sei supporti del capannone, la cui presenza ricorderà per sempre cosa c’era una volta nell’area. La passerella è stata in parte ancorata ad essi; realizzata in acciaio zincato, essa andrà volutamente a contrastare con l’aspetto arcaico e rugginoso dei pilastri, i quali saranno mantenuti immutati grazie a particolari tecniche conservative.

Uno dei pochi traguardi ancora da raggiungere è l’intervento da parte del Gruppo Torinese Trasporti, chiamato a modificare la linea aerea tranviaria su via Borgaro e rendere così possibile la connessione con l’altra parte di passerella già realizzata nell’adiacente area Vitali. Avverrà così la prima unione tra due lotti del nascente Parco Dora.

Per maggiori informazioni e per vedere i rendering del progetto visita la pagina dedicata sul sito del Comitato Parco Dora.

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