Il piccione di Borgata Tesso spiegato dal suo ideatore

Un piccione viaggiatore alto 5 metri ha fatto il nido a Torino in via Giachino 53 a due passi dalla futura Stazione Dora e dall’omonimo parco, centro degli ormai prossimi festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Non è la trama di un film di Hitchcock ma un’opera d’arte urbana realizzata dal giovane pittore torinese Mauro Fassino. Il murale è stato finanziato dalla Fondazione ContradaTorino Onlus che aveva indetto un concorso internazionale per il fronte cieco dell’edificio.

Riportiamo qui di seguito le parole con cui l’artista ha descritto la sua opera muraria.

Il concorso mi è stato segnalato, quasi per caso da una mia amica che l’ha trovato su internet, all’inizio non lo avevo preso sul serio: sono un pittore e non avevo mai fatto un murale.

Comunque mi aveva incuriosito ed ero andato a vedermi i tre luoghi proposti nel bando…mi sono innamorato della parete di via Giachino, allora era ancora sbrecciata, ma davanti stavano già sistemando la piazzetta. La parete si vedeva da dietro le Savigliano, dalla stazione Dora, e poi quella piazzetta alberata pareva poter diventare proprio bella.

Allora ho concorso solo per quel sito e…è andata benissimo!

Adesso spiego come è nata l’idea del piccione: visto da lontano, quel muro alto e stretto, con il tetto a capanna mi sembrava proprio una voliera. Nel frattempo avevo ricevuto il manifesto ambientale in cui si parlava di immigrazione, lavoro in fabbrica…e allora ho pensato “voliera, un uccello, un uccello che migra, una rondine, no banale e poi la rondine è un uccello che va a prendersi il caldo non che migra per lavorare e allora? Un piccione!”
Perché il piccione viaggia sotto costrizione, perché non è benvoluto, ecc.

E poi la piazzetta davanti era piena di piccioni (suggerimento dal fato) e allora ho pensato: proviamoci!

Avevo molta paura che il lavoro venisse respinto dalla giuria perché reputato offensivo, benché nelle mie intenzioni non voleva assolutamente esserlo.

Poi un pomeriggio mentre ero in dipartimento (sto facendo un dottorato al Politecnico) mi telefona Germano Tagliasacchi (n.d.r. direttore della Fondazione Contrada Torino Onlus) e mi dice che ho vinto, potete immaginare la mia sorpresa!

Poi c’è stato il grosso problema di iniziare l’opera, la parete non era mai pronta, iniziava a far brutto…per fortuna il 30 di ottobre ho iniziato (lo stesso giorno ho inaugurato una mia personale di pittura a Torino) e la mattina ho disegnato l’ombra della nicchia. Il giorno dopo e il lunedì, diluvio universale. Il 2, sotto la pioggia ho tracciato in due ore il piccione, poi ero fradicio e sono tornato a casa. Il 3 novembre ho fatto la testa e parte del corpo, il 4 ho finito il piccione, il 5 dopo la premiazione del concorso al Politecnico sono tornato per gli ultimi ritocchi.

Il quartiere? Le persone sono state splendide: la cosa che mi ha reso felice, veramente felice, è che ogni tanto, sarà capitato quattro volte, qualcuno mi chiamava di sotto e mi faceva i complimenti. Ognuno fa la sua arte per sé, ma se agli altri piace fa sicuramente piacere.

E ancora nei giorni passati, quando sono andato a fare le foto a ponteggio definitivamente smontato, qualcuno mi consigliava da dove farle, perché “di là si vede meglio” e poi dicevano che era “proprio bello”. Figuratevi, io ho 26 anni, dipingere è il mio sogno, amo Torino e ho avuto la possibilità di fare un’opera pubblica proprio qui.

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