Intervista a Daniele Fissore, l’artista di “Eroica”

Il Comitato ha intervistato Daniele Fissore, ideatore e realizzatore dell’opera  “Eroica”,   allestita sul muro dell’ex parco rottami nell’area Vitali del Parco Dora, e inaugurata lo scorso 4 maggio insieme ai primi lotti del Parco. Gli abbiamo chiesto di illustrarci la sua idea sull’opera, aiutandoci a capirne il significato,  chiedendogli qualche informazione tecnica e domandando la sua personale opinione sul neonato parco. Di seguito l’intervista:

La sua opera parla di noti personaggi storici del passato e li associa a personaggi del presente. Figure senza volto, girate di spalle, con le mani in tasca, vestiti in maniera assolutamente ordinaria. Niente a che vedere con i personaggi del passato; imponenti, fieri, rappresentati frontalmente o comunque con lo sguardo rivolto a un orizzonte lontano. La domanda è: chi sono gli eroi ignoti di oggi? In che modo oggi si può fare il presente per inventare il futuro? Che collegamento ci può e ci dovrebbe essere tra i grandi del passato e gli uomini del presente che aspirano a diventarlo? C’è un qualche rapporto tra gli eroi da lei rappresentati e l’utilizzo del colore? Il rosso e il blu sono i due colori che dominano l’intera opera, da dove deriva la scelta di questi colori contrastanti?

L’obiettivo principale di questo ciclo pittorico –Eroi–  era di mettere sotto la lente d’ingrandimento i tratti umani e psicologici, gli  ideali e le passioni di questi protagonisti storici; nella traduzione pittorica è stato naturale usare mezzi rappresentativi che mi appartengono dagli anni 70’ (Opposizioni, Ricognizioni) : posture e dettagli di ripresa e l’uso di volta in volta del colore attraverso il suo significato  iconografico. Il rosso è passione, espressione di forza vitale, impulso, forza di volontà, il blu è intimismo è indice di empatia è acutezza meditativa.  Per quest’opera pubblica ho pensato fosse indispensabile garantire una massima leggibilità di questi contenuti oltre che dei valori, ideali, passioni di questi eroi molto umani. Da qui la scelta di scrivere personalmente sui dipinti  alcune specifiche citazioni scelte intenzionalmente per la grande  attualità dei concetti, che li rende viatici o moniti per il futuro. La grande maggioranza degli Eroi storici-noti sono ripresi di spalle come gli eroi contemporanei-ignoti che hanno la stessa grandezza e la stessa dignità di un Garibaldi o di un Mazzini. Non ho voluto associare nessun nome a quest’eroe ignoto: è un eroe comune, non compare o meglio ancora non appare, è lontano da luci di ribalta, schermi televisivi o testate giornalistiche.

Il Parco Dora sembra una location perfetta per la sua installazione artistica. Il vecchio e l’antico che si risolvono nel futuro passando per il presente. Ci vuole spiegare come è avvenuta la scelta di quell’area? Si ritiene soddisfatto della realizzazione finale dell’opera? Cosa pensa che possa trasmettere al cittadino comune che si trovi a passeggiare per il parco?

L’ex muro di strippaggio della Teksid è, sì, testimonianza della storia industriale di Torino, ma è anche memoria di morti bianche. L’eroe ignoto rappresenta anche queste vite sacrificate ingiustamente al lavoro e contemporaneamente le vite di quanti quotidianamente lavorano affinchè ciò non possa più accadere; per l’affermazione dei diritti umani e civili. L’eroe ignoto è sicuramente  italiano, ma di nessuna regione specifica, è uomo, donna, stigmatizza l’affermazione e il riconoscimento della continuità nel tempo di certi ideali, la permanenza di valori senza tempo che con ottimismo ma anche molto realismo obiettivo, vedo confermati nel presente e ho fiducia che resisteranno nel futuro.

Quanto è grande l’opera? Ha già realizzato un’opera a scala urbana? Quanto resterà nel parco?

I dipinti originali hanno dimensioni varie da 60x70cm a 60x220cm o 100x150cm come il Garibaldi di spalle poi riprodotto su 4 pannelli (dimensione complessiva 6x4m) che lo ingrandiscono da una dimensione utile per prospettive residenziali -da soggiorno o salotto d’appartamento -, a una dimensione urbana di scala adeguata. I monumenti delle piazze storiche d’Italia -e non solo-, sono quasi sempre molto più grandi dei soggetti che celebrano, Garibaldi era di statura modestissima –circa 1,60m-; anche per questo ho pensato ad una grande dimensione che rappresentasse simbolicamente la grandezza di certa forte umanità –perché è questa che intendo celebrare- che viene qui stigmatizzata, per brevità, con “eroismo”.

L’opera –la mia prima di scala urbana- complessivamente ha una dimensione di circa 560mq e i materiali utilizzati sono garantiti per tre anni. E’ una mia donazione alla città e starà alla città definirne la durata di permanenza nel Parco

Il Parco è un elemento molto importante nella riqualificazione del territorio e nell’identità storica che caratterizzava , ci vuole lasciare un pensiero sul parco?

Parco Dora è un importantissimo e grande progetto urbanistico, dimostra l’attenzione di Torino alla sua cintura peri-centrale; la sensibilità sociale, la capacità e competenza nelle grandi operazioni di conversione e trasformazione urbanistica a beneficio, in particolare, del benessere dei cittadini.

Torino, è diventata nel secolo scorso la capitale dell’industria, quest’area è stata  uno dei cuori pulsanti di quell’epoca con una storia a volte anche drammatica. Sono riconoscente all’amministrazione comunale di aver accolto questa proposta. Penso che Eroica non potrebbe avere collocazione migliore e coincide con le intenzioni originarie di questo progetto: creare una sorta di filo rosso tra storia e Città, tra centro storico –quello della Torino di portici, gabbiani e monumenti- e una prima periferia che ha saputo trasformarsi e reinventarsi e si affaccia ora su un nuovo futuro.

Il Comitato Parco Dora ringrazia Daniele Fissore per l’intervista e invita i lettori del blog a visitare il sito dell’artista.

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